Album

Il mondo di frutta candita

1975
image

* Questo album rappresenta per Morandi un lavoro autoriale di altissimo livello. Le canzoni sono eseguite spesso con una voce roca e quasi furiosa e in tutte si evidenzia un'immedesimazione difficilmente raggiunta in altre prove canore, come nel caso di "Autostrade no", "La caccia al bisonte" e l'introspettiva "Io domani me ne vado". Il testo di quest'ultimo brano, davvero insolito nel contesto del repertorio di Morandi, descrive le angosce di chi sembra arrendersi ad un modo di vivere che non condivide, per poi superare il momento di disperazione: “… io domani me ne vado per paura di morire, per paura di adattarmi alla verità, in un mondo che adora un' immagine che in faccia gli scoppierà... io lotto fin da quando sono nato e so che può cambiare il mondo, io non me ne andrò”.

Nei testi di Ivano Fossati, spesso si parla di temi riguardanti l'ambiente, l'integrazione di poveri ed emarginati (speranza e disperazione), il desiderio di libertà, la fratellanza e il viaggio, solitamente solitario (vedi Lindbergh). La sua poetica non ha nulla a che fare con i testi interpretati da Morandi sino ad allora. Questo progetto rappresenta un'isola, un lembo di terra solitario composto da canzoni solo in apparenza leggere, ma in realtà ricche della semplicità con cui si costruiscono opere importanti. Queste tematiche a volte si uniscono e generano avventura, speranza e desiderio, come per esempio in

"Favole di mare" (inserita anche nella compilation del 1998 intitolata "Gli anni settanta"): “... ma quante navi e quante vele seguirò/per ogni favola di mare che non so/con quel poco che già so, prima di arrivare al Brasile mi perderò/però mi vedi non si presenta così/un uomo che intende finire i suoi giorni qui...”.

Ne "La caccia al bisonte", un padre parla al proprio figlio donandogli insegnamenti di vita “... poi la sera intorno al fuoco ancora insieme noi/e dalla collina che stia in guardia verso sud perché di la/potrebbe venire il fumo di città... io vedo nuova caccia, nuovi pascoli e guerre per la libertà/con me non finisce l'eternità...”. 

In "Sette di sera",  il protagonista evade dalla routine della vita quotidiana: “...sette di sera lavoro finito/viola tramonto giorno passato/grande canzone di confusione/metropolitana, centomila persone/tornare a casa, no... quasi mezzanotte e non mi va di tornare/donna non mi aspettare/non ti voglio vedere/per questa notte no...”

"Autostrade no!"  è un brano di ispirazione ambientalista, un tema ancora di più attuale ai giorni nostri: “... sulla terra, nella carne mia/correranno autostrade/e il cemento di domani sarà/il mio raccolto in estate... passeranno su di me/su di me/sulle ansie mie/su di me, come dentro me/sulle nostre allegrie/su finte e vere malattie...”. Notevole, come già accennato, l'interpretazione di Morandi.

"Due ore di polvere" è una delle poche canzoni d'amore del disco, accompagnata da un arrangiamento stile West Coast: “... di nuovo fermi ad una stazione ed io/il profumo della costa sento ma giurerei/che intorno la terra non finisce mai/ultimi chilometri pensando se/è il desiderio di evasione che mi porta da te... e non sono più forte di ieri/non sapendo ancora bene perché/cerco te...”.

"La mia gente", il tema del cambiamento è riproposto in questo brano struggente: “... chi non ha provato a far cambiare il vento/prima di cadere e non rialzarsi più/io lavoro ma sento che/porto tutti in me...”

"Io vado a sud", propone tematiche tipiche di Fossati riguardanti gli emarginati e il desiderio di libertà: “... nella notte le stazioni sono grandi più che mai/Il mio treno l'ho perduto già da un pezzo oramai/maledetto questo freddo a nord, non passa mai/ehi, tu dove vai?/forse in tasca ho qualche sigaretta, tu ne vuoi?/scusa sai, t'ho svegliato perché ho voglia di parlare se tu vuoi/strana gente noi, nella vita non è bene mettere radici mai...” 

"Il mondo di frutta candita", si tratta senza dubbio del brano più conosciuto dell'intero album, inizia con due endecasillabi molto orecchiabili: “Quante fisarmoniche ho suonato io/sopra i marciapiedi di una strada...", accompagnati da una base ritmica ed un inciso lungo e coinvolgente. In quegli anni era uso per Morandi aprire i suoi concerti con questa canzone, proprio come una sigla, successivamente è sempre stata inserita nelle sue compilation ufficiali (compreso Grazie a tutti del 2007). Con questo pezzo inizia la sua collaborazione artistica con Mogol, che qualche anno più tardi sarà l'artefice del suo rilancio con Canzoni stonate. (W. Molducci)

* Il disco è prodotto da Franco Migliacci. I testi dei brani sono di Ivano Fossati, fatta eccezione per il pezzo che dà il titolo al lavoro, firmato invece da Mogol, mentre la parte musicale è opera di Oscar Prudente, che cura anche gli arrangiamenti

* Dal disco viene tratto il singolo Il mondo di frutta candita/La caccia al bisonte, anch'esso pubblicato nel mese di aprile, il cui brano principale, sigla finale del programma televisivo Alle nove della sera, si classifica sesto al Festivalbar 1975

* Ristampato nel 2000 in versione CD

LA CACCIA AL BISONTE

La caccia al bisonte finisce
il fiato che manca finisce, figlio mio
è tempo che io ricordi lunghe favole buone per i figli tuoi
poi la sera intorno al fuoco ancora insieme noi
e dalla collina che stia in guardia verso sud perchè di là
potrebbe venire il fumo di città
fino a dove vedi puoi cacciare
ma non a un solo giorno di cammino più in là
rispetta l'uomo bianco quando sulla stessa strada tua lo incontrerai
però non temerlo e non fidarti mai
insegna alla tua gente sentieri di coraggio e insieme di pietà
non fermarti finchè il cuore ti mancherà
e con noi dolce l'ora della sera
e l'uomo saggio non la sfugge mai
io vedo nuova caccia, nuovi pascoli e guerre per la libertà
con me non finisce l'eternità
ma largo il sorriso del guerriero quando lascia le cose che ha amato qui
pur sapendo che è giusto che è finita così

La caccia al bisonte finisce
con il fiato che manca finisce, figlio mio
è tempo che io ricordi lunghe favole buone per i figli tuoi
poi la sera intorno al fuoco ancora insieme noi
e dalla collina resti in guardia sud
perchè di là
potrebbe venire fumo di città.

SETTE DI SERA

Sette di sera lavoro finito
viola tramonto giorno passato
grande canzone di confusione
metropolitana, centomila persone
tornare a casa, no

poco piu' tardi e sto pensando che
una vita e' forse troppo da passare con te

nove di sera ed ho fiducia in me
un uomo da solo sa dove andare
hei voglio bere non farmi aspettare

quasi mezzanotte e non mi va di tornare
donna non mi aspettare
non ti voglio vedere
per questa notte no

poco piu' tardi e sono in dubbio se
è stanchezza o è gia voglia di tornare da te
in strada fa freddo
pero' stanotte
se una ragione c'è
per restare qui
è un sentimento notturno e strano
che mi porta lontano
finira' con la notte

se una ragione c'è

quattro del mattino poco da segnalare
niente da scoprire ma continuo ad andare
si accende una luce
passa l'uomo del pane
sento il fischio di un treno
niente di strano

le quattro o poco piu'
e alle luci dell'alba sono certo che
la stanchezza lascia il posto al desiderio di te

in strada fa freddo
pero' stanotte
non c'è ragione per me
per restare di piu'
un sentimento notturno e strano
puo' portare lontano

ma finisce la notte
e persino a te
non diro' di piu'
inventero' un contrattempo banale
che non faccia star male
ho lavorato stanotte
e non diro' di piu'
non diro' di piu'.

AUTOSTRADE NO

Difenderò
la mia casa
hanno vinto ormai
non ce la faccio più
non respiro più qui

Sulla terra, nella carne mia
correranno autostrade
e il cemento di domani sarà
il mio raccolto in estate
così tempi nuovi
cresceranno su di me
su di me
sulle ansie mie
su di me come dentro me
sulle nostre allegrie
io starò a guardare
io dovrò guardare

Prenderò
con la terra
la mia donna
perchè io non dovrei
i miei figli perchè non dovrei
e del sangue della gente mia
correranno autostrade
e il cemento di domani sarà
il mio raccolto in estate
così tempi nuovi

Passeranno su di me
su di me
sulle ansie mie
su di me, come dentro me
sulle nostre allegrie
su finte e vere malattie
sopra gli anni che ho
però sulla mia donna no no

Autostrade no
e sopra la mia casa, che ho fatto io
giù le mani sul lavoro mio
sul tempo della scuola, e su di noi
sul prato con la neve sui figli miei
Autostrade no
per favore no

FAVOLE DI MARE

Per quanto bene mi possa fare
fermarmi un poco nel tuo porto riposare
per quanto dolce soffi il vento verso te
c'è sempre tempo
per ritornare

Ma quante navi e quante vele seguirò
per ogni favola di mare che non so
con quel poco che già so
prima di arrivare al Brasile mi perderò
però mi vedi
non si presenta così
un uomo che intende finire i suoi giorni qui

Per quanto giusto il tuo parlare
per quanto dolci le tue mani
le cambierò
con poche favole di mare che non sò

Con quel poco che già so
prima di arrivare al Brasile mi perderò
però mi vedi
non si presenta così
un uomo che intende finire i suoi giorni qui

Forse ballerò
sento il mio tempo più lontano
e lo perderò
con quel poco che già so
prima di arrivare al Brasile mi perderò.

IL MONDO DI FRUTTA CANDITA

Quante fisarmoniche ho suonato io
sopra i marciapiedi di una strada
quante biciclette ho scordato io
sopra i marciapiedi di una strada

Ma non ho mai visto un fiore rosa io
sopra i marciapiedi di una strada
forse avrai vent'anni amore mio
apri le tue braccia voglio entrare anch'io

Nel tuo mondo
nel tuo mondo
nel tuo mondo di frutta candita
di disegni colorati a matita
sopra gli occhi sopra i tuoi calzoni
di leggere sensazioni
tra il profumo dolce dell'amore
e due labbra quasi amare
fammi entrare
fammi entrare nel tuo mondo
di libellule appena volate
dalle ciglia di azzurro ombreggiate
dalle chiare e ridenti giornate
nel tuo mondo di luci accese
di cappelli a larghe tese
fammi entrare

Ma non ho mai visto un fiore rosa io
sopra i marciapiedi di una strada
forse avrai vent'anni amore mio
apri le tue braccia voglio entrare anch'io

Nel tuo mondo
nel tuo mondo
nel tuo mondo di frutta candita
di disegni colorati a matita
sopra gli occhi sopra i tuoi calzoni
di leggere sensazioni
tra il profumo dolce dell'amore
e due labbra quasi amare
fammi entrare
fammi entrare nel tuo mondo
di libellule appena volate
dalle ciglia di azzurro ombreggiate
dalle chiare e ridenti giornate
nel tuo mondo di luci accese
di cappelli a larghe tese
fammi entrare.

IO VADO A SUD

Hei, scusa sai
non volevo non t'avrei svegliato
scusa sai
non t'avrei svegliato, non volevo
so ch'è tardi ma che vuoi
nella notte le stazioni sono grandi piu' che mai
il mio treno l'ho perduto gia' da un pezzo oramai

maledetto questo freddo
a nord non passa mai
hei, tu dove vai?
forse in una tasca ho qualche sigaretta
tu ne vuoi?
scusa sai
t'ho svegliato perchè ho voglia di parlare
se tu vuoi

strana gente noi
nella vita non è bene mettere radici mai
io vado a sud verso le isole
dicono che è gente buona
e poi lo so
in questa fabbrica di nuvole
io non ci sto

tu che ne sai
uno gira sempre solo poi si trova dentro ai guai
eccoli
tranquillo amico, basta un documento e tu ce l'hai
vengono
la mia faccia la conoscono
per me è finita sai
è che in questo sporco posto
un treno non si ferma mai
t'ho svegliato ma morivo di paura
scusa sai
ma di notte le stazioni sono grandi piu' che mai
io andavo a sud, verso le isole
dicono che è gente buona
e poi lo so
ma in questa fabbrica di nuvole,
staro'.

DUE ORE DI POLVERE

Due ore di polvere da attraversare
quasi un deserto e finalmente il mare
amore di mare più che di te
e dondolando penso ai fatti miei
e con il treno della posta arrivo verso l'una e poi
poi come sempre quando ci sei
ma è lento il viaggio per la mente mia
passa un colore
ricorda il mare e volo già via
e rincorro lontano i pensieri
verso i prati d'erba nuova e noi
che viviamo i nostri amori sinceri mai
e non sono più forte di ieri
non sapendo ancora bene perchè
cerco te
e non sono più forte di ieri
non sapendo ancora bene perchè
cerco te
Di nuovo fermi ad una stazione ed io
il profumo della costa sento ma giurerei
che intorno la terra non finisce mai
ultimi kilometri pensando se
è il desiderio di evasione che mi porta da te
e non cambia niente, concludendo che
tu risvegli i più caldi pensieri
e sui prati d'erba nuova noi
vivremo tanti amori sinceri mai
ma non sono più forte di ieri
non sapendo ancora bene perchè
cerco te
e rincorro lontani i pensieri
verso prati d'erba nuova e noi
che viviamo i nostri amori sinceri mai
e non sono più forte di ieri
non sapendo ancora bene perchè
cerco te.

IO DOMANI ME NE VADO

Io domani me ne vado
per paura di morire
per paura di adattarmi alla verita'
in un mondo che adora un' immagine
che in faccia gli scoppiera'
che ha cercato di vendermi un quadro
di falsa serenita'
e me ne vado
senza complicati viaggi della mente
un treno basta gia'
un po' di soldi da scambiare con la tranquillita'
non ho un indirizzo perchè
non credo troppo nell'Aldila'

Che dico mai?
parole di un momento disperato
io lotto fin da quando sono nato
e so che puo' cambiare il mondo
io non me ne andro'
la verita' la scrivono i quartieri popolari
dove il peso delle mie malinconie
trova posto tra piu' antiche malattie
curate al sole dei cortili
e guarite mai.

LA MIA GENTE

La mia gente dove va
che tempo fa sulla sua strada
io lavoro e vedo che
il giorno mio ha sempre il cuore in gola
sto cedendo alle difficolta' pero'
finito no

chi non ha provato a far cambiare il vento
prima di cadere e non rialzarsi piu'
io lavoro ma sento che
porto tutti in me

ma la gente dove va
che senso ha pensarci ancora
so fin troppo bene che
il giorno mio ha sempre il cuore in gola
ho sentito tante verita' pero'
credute, no

chi non ha provato a far cambiare il vento
prima di cadere e non rialzarsi piu'

io lavoro e sento che
porto tutti in me.